L'ARIA CHE RESPIRIAMO

Siamo l’aria che viviamo

Siamo l’aria che viviamo
Viviamo in una società dominata dagli spazi chiusi. Le ricerche dimostrano che in media si trascorre il 90% della giornata in ambienti ristretti, condivisi con molte persone e con tassi di inquinamento altissimi. Strutture sanitarie, piccoli appartamenti, uffici e abitacoli delle auto sono solo alcuni degli spazi più ricchi di anidride carbonica, batteri, virus, polvere di allergeni e sostanze chimiche che si annidano sulle superfici e si espandono nell’aria che respiriamo.

Cosa contiene l’aria che respiriamo?

Il particolato atmosferico è un insieme di particelle, solide e liquide, con una grande varietà di caratteristiche la cui origine può essere sia di tipo naturale che di tipo antropogenico. Il particolato atmosferico è un inquinante molto diverso da tutti gli altri inquinanti proprio perchè non si presenta come una specifica entità chimica, ma come una miscela di particelle, le quali, se presenti nell’aria in alta concentrazione, possono portare sul lungo periodo a disfunzioni fisiche e psicologiche.

VIRUS E BATTERI

Virus e batteri sono microrganismi dalle dimensioni estremamente piccole che, emessi dal cavo orale di persone infette attraverso l’aerosol popolano l’aria e si diffondono fino ad una distanza di 50 metri e restano sospese nell’aria fino a 20 ore. I virologi concordano nel sostenere che influenze e malattie virali si diffondono principalmente attraverso queste minuscole particelle aeree e proliferano in ambienti chiusi dall’aria pesante e non sanificata. Un caso emblematico è quello di un coro a Washington negli Stati Uniti. Nel mese di marzo 2020, una sola persona infetta ne ha contagiate 53 su 61 durante le prove. Alcune di queste persone erano 14 metri dietro la persona contagiosa e questo contagio si può solo spiegare con gli aerosol. Due delle persone contagiate sono morte

POLVERI SOTTILI

Le polveri sottili sono un pulviscolo molto fine e leggerissimo che facilmente resta sospeso nell’aria e viene respirato. A seconda delle dimensioni, queste polveri si possono dividere in tre categorie: le PM10 composte da pollini e spore, le PM 2,5, di dimensioni sottili, e il particolato ultrafine, noto anche come nanoparticolato, tra gli 1 e gli 0,001 micron. Purificare l’aria da queste polveri significa contrastare fortemente l’inquinamento degli spazi chiusi, principale responsabile di danni alla salute e di malattie respiratorie in anziani e bambini.

VIRUS E BATTERI

Gli allergeni respiratori sono delle piccole componenti diffuse nell’aria capaci di innescare reazioni irritanti ed allergiche. Tra i principali vanno ricordati i pollini, le spore, le muffe, i peli animali e gli acari della polvere. Prevenire la loro diffusione e concentrazione negli ambienti chiusi è dunque un’attività fondamentale per bloccare l’insorgere di problemi respiratori. Recenti ricerche evidenziano infatti che in età infantile quasi un bambino su 11 è colpito da asma dovuto ad allergeni.

ALTRI IRRITANTI

Con composti organici volatili (COV) si intendono tutte quelle sostanze chimiche potenzialmente pericolose emesse dai prodotti che utilizziamo ogni giorno. Vernici di mobili, pitture, spray e detergenti contengono COV e possono innescare mal di testa, asma ad attacchi di allergia. Tra i principali vanno citati il fumo di sigarette, gli inquinanti indoor da cucina e le spore di muffe.

ODORI

La presenza di odori nell’aria che occupa gli ambienti chiusi può avere un impatto negativo sulle persone che risiedono in essi. Odori causati da bagni, mense, aria stantia ed altro sono tra le principali preoccupazioni dei gestori di uffici, hotel, ospedali e strutture pubbliche in quanto le persone giudicano il livello di pulizia di un ambiente a partire dagli odori.

Cosa dicono i dati

Quasi in tutto il mondo la qualità dell’aria che respiriamo è in costante peggioramento. La situazione italiana, come dimostrano svariati studi, detiene un record negativo per quanto riguarda i valori di inquinamento dell’aria. In Italia, oltre 80.000 persone muoiono ogni anno a causa dell’inquinamento. (fonte Organizzazione Mondiale Sanità)

A quanto dice EPAi livelli di aria inquinata al chiuso sono tra le 2 e le 5 volte più alti di quelli all’aperto. In alcuni casi gravi possono arrivare a 100 volte tanto, questo può portare anche sul breve periodo ad un aumento del 50% delle malattie respiratorie di adulti e bambini così come ad una depotenzializzazione delle funzioni psicologiche.

Cosa dicono i dati

Quasi in tutto il mondo la qualità dell’aria che respiriamo è in costante peggioramento. La situazione italiana, come dimostrano svariati studi, detiene un record negativo per quanto riguarda i valori di inquinamento dell’aria. In Italia, oltre 80.000 persone muoiono ogni anno a causa dell’inquinamento. (fonte Organizzazione Mondiale Sanità)

I benifici di un ambiente purificato e sanificato

L’Unione Europea ha dimostrato come basti davvero poco per migliorare le aspettative di vita ridotte dall’inquinamento dell’aria e dalla condivisione di spazi chiusi ricchi di virus e batteri. Anche nelle città più inquinate, spiegano gli scienziati dell’UE, è possibile far tornare a crescere le aspettative di vita se si riduce la concentrazione di PM2.5 ai livelli annuali richiesti dalle linee guida della WHO.
Vivere e lavorare in un ambiente chiuso purificato e sanificato grazie alle migliori tecnologie sul mercato consente non solo di migliorare radicalmente la qualità della vita delle persone, ma anche di garantire massimi livelli di salute fisica e mentale.

È possibile che la qualità dell’aria renda le persone più produttive?

Un ambiente di lavoro sano e purificato è connesso ad alti valori delle prestazioni cognitive di chi vi lavora. Lo dimostra uno studio di Harvard che registra un ampio divario nelle funzioni psicologiche tra chi lavora in uffici purificati, con bassi livelli di inquinamento, in particolare di CO2, e chi lavora in ambienti chiusi molto inquinati. L’analisi rileva infatti come i primi presentino funzioni cognitive molto più prestanti e sviluppate, mentre i secondi siano molto meno motivati a lavorare in modo attivo e propositivo.
In particolare i risultati suggeriscono che anche solo un modesto miglioramento della qualità dell’inquinamento in ambienti chiusi possa avere un profondo impatto sulle performance di chi lavora.
Torna in alto